LE TRADIZIONI...


Il comune di Tripi Ecostituito dal centro e da tre frazioni, che sono: Campogrande, Casale e S. Cono. Fra i suoi monumenti, imponente è la Chiesa Madre, dedicata al Santo Protettore, S. Vincenzo Martire di Spagna, la cui ricorrenza è il 22 Gennaio, ma per antica tradizione si festeggia solennemente la prima domenica di settembre. La processione è molto caratteristica e suggestiva , infatti in tale occasione, la statua del Santo viene condotta a spalla da robusti portatori lungo le strade ed i vicoli del paese, accompagnata da un folto stuolo di fedeli, dalla banda musicale e dallo sparo di mortaio. La processione inizia nel primo pomeriggio, segue un percorso prestabilito, per poi concludersi a tarda sera.

Durante l’anno si svolgono altre processioni, sia nel centro che nelle frazioni, di particolare interesse è quella che si svolge la domenica delle Palme, in cui viene rappresentata la Passione Vivente. Lungo le vie del paese vengono allestite le stazioni della Via Crucis, dove sostando si rappresentano le varie fasi della Passione, alla fine del percorso, vengono rappresentate la Crocifissione e la Resurrezione; queste scene sono particolarmente suggestive in considerazione del fatto che si svolgono su di un promontorio caratteristico, reso surreale dagli effetti speciali e dalla scenografia realizzata.

Durante il periodo natalizio, si tengono concerti polifonici nella chiesa Madre e processioni nelle chiese più piccole. Oltre alla chiesa di S.Vincenzo, sono aperte al culto, la chiesa della SS.Trinità risalente al 1500/1600, la chiesa del Santo Rosario, in cui è custodita la statua della Madonna del Carmelo, opera d’arte del XVI secolo, la chiesa di S. Gaetano nella Frazione Campogrande e la chiesa di S.Cono nell’omonima frazione. Altri monumenti di non poca importanza sono: La chiesa dell’Annunziata del 1600, con annessa necropoli, la chiesa di S.Biagio anch’essa del 1600 e dichiarata dalla Soprintendenza ai Beni Culturali, "Bene Monumentale".

Ai riti sacri si intrecciano spettacoli di intrattenimento di ogni genere, soprattutto nel periodo estivo, entrati a far parte delle numerose tradizioni del paese. Nei mesi di agosto e settembre, si svolgono tre sagre paesane, ed esattamente: la sagra dell’olio, pane caldo condito con olio di olive di produzione locale e vino; la sagra della ricotta infornata, ricotta prodotta da allevatori della zona, cotta nel forno a legna, accompagnata da pane casereccio di grano e vino locale; la sagra della "cuddura", biscotti tipici locali di pastafrolla accompagnati dal vino.

Molte sono le manifestazioni ricreative, volti ad allietare il soggiorno dei numerosi emigrati, che fanno rientro al loro paese per le ferie, dei turisti e di tutta la cittadinanza, consistenti in: serate danzanti all’aperto, concerti in piazza di musica leggera, rappresentazioni folcloristiche, serate di piano bar, concerti di musica classica, gare di calcetto, giochi pirotecnici, mostre di pittura e proiezioni cinematografiche all’aperto.

Dal 1996 viene allestita anche una mostra etno-antropologica, dove vengono rappresentate i vari mestieri dell’artigianato locale tra passato e presente. Per l’occasione vengono messi in mostra gli attrezzi e i vari oggetti, un tempo utilizzati per l’agricoltura, l’artigianato e per gli usi di vita quotidiana. Sono attrezzi/oggetti conservati con cura da persone del luogo, oggi figli e nipoti delle stesse persone che per anni li hanno utilizzati per esercitare il loro mestiere, quali, quello di pastore, calzolaio, falegname, fabbro-ferraio e tanti altri, che adesso sono state sostituite dalla nuova tecnologia. Durante la mostra vengono anche date informazioni sull’utilizzo che ne veniva fatto. Tra i più rari si possono trovare: il telaio, (u tiraru) che veniva utilizzato dalle donne del luogo per realizzare il corredo, diverse unità di misura (di pesi e volumi) attualmente cadute in disuso, il basto (u barduni), che serviva per consentire agli animali da soma il trasporto di prodotti agricoli e materiali di uso domestico.

Tra i progetti che l’amministrazione comunale si prefigge di realizzare vi è quello di rendere fruibile la mostra per tutto l’arco dell’anno, in modo permanente.

GASTRONOMIA...

L’attività dei contadini e dei pastori, è alla base della tradizione gastronomica del paese. La cucina fa uso di pochi e genuini ingredienti.

La produzione tipica si basa sulla tradizionale attività di trasformazione del latte in ricotta, da gustare ancora calda, oppure da grattugiare sui maccheroni fatti in casa; da assaggiare le provole, la "tuma" e il pecorino, lavorati con metodi tradizionali, come quelli di un tempo.

Le carni, bovine, ovine e suine sono l’altro elemento che caratterizzano la cucina tipica di Tripi, soprattutto per il fatto che provengono da animali allevati localmente.

Altre tradizioni che sopravvivono al tempo sono, la pasta fatta in casa, come i maccheroncini, ed il pane cotto nel forno a legna. Numerosa e diversificata è la produzione dolciaria artigianale; gli ingredienti più presenti sono: nocciole, mandorle, noci e ricotta.

I dolci tipici del paese, sono le "cuddure", biscotti di morbida pastrafrolla di varie forme; la ricetta si tramanda di generazione in generazione e, anche se è una tradizione del periodo pasquale, è possibile trovarle in tutto il periodo dell’anno.


sabato 24 ottobre 2020