Arte nello spazio pubblico

Meccanismi dell’arte – Arte nello spazio pubblico

La prima edizione di “meccanismi dell’arte” - arte nello spazio pubblico - in un lungo percorso di residenze di arte pubblica e ambientale a Montalbano Elicona di artisti che realizzeranno delle opere site specific in dialogo con il territorio e nel territorio con la sua storia, la sua architettura e i suoi abitanti. Interventi di arte pubblica che hanno lo scopo di “risignificare” un luogo e che intervengono attraverso un intervento d’arte in uno spazio pubblico.
Il progetto curato da Giuseppe Stagnitta è promosso dal Comune di Montalbano Elicona e dall’Associazione Culturale Giovan Guerino e organizzato dall’Associazione Culturale Emergence. Nella sua prima edizione parteciperanno 4 artisti italiani: Emilio Leofreddi, Veronica Montanino, Ruce e Marco Tamburro.
Questo intervento è sì artistico, ma vuole anche aprire una discussione sui modi in cui si possono rivivere e riattivare i territori, sperimentando metodi di comunicazione che non esulano da un confronto “stretto” con la storia locale, non nella direzione di un ripristino del folklore o di un passato che non c’è più, ma spostando l’attenzione dall’oggetto al processo, dal materiale alla narrazione, dallo spazio alla comunità, in termini di nuove possibilità culturali.
L’arte può essere un prodotto di una comunità se non la consideriamo solo un fine e proviamo a pensarla come uno e non l’unico dei mezzi per costruire un’identità condivisa.
Rileggere il territorio attraverso l’arte contemporanea è riscrivere uno spazio pubblico ridando una nuova vita ed un nuovo vissuto di socialità. L’equilibrio tra il passato e il presente si fonde per creare un “nuovo livello” spinto dalla ridefinizione del ruolo “pubblico” dell’arte, degli artisti e delle comunità. Progetto, dunque, che utilizzerà un’iconografia contemporanea come frutto di una riflessione tematica sull’identità del territorio e dei suoi abitanti.


Aiuole Utopiche - Emilio Leoffredi

Sedersi vuol dire fermarsi per ascoltare, comunicare, osservare, riflettere, apprendere. La sedia diventa in questo lavoro l'icona del sapere, dove il fruitore può effettivamente salire e sedersi per contemplare. Sedere è un'esperienza comune e una sedia comoda è un buon viaggio per i pensieri profondi, con questa installazione la sedia recupera la sua dignità di strumento che predispone all'ascolto e alla conversazione rubando tempo alla frenesia. Sopra una sedia, a lasciar scorrere il tempo e gli eventi, quietamente.

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Citofonare al n.8 - Marco Tamburro

Scultura site specific in ferro che si sviluppa in una moltitudine di elementi sferici, mimetizzati nel contesto della piazza, di varia misura che rimandano al centro come luogo ideale. Per l'artista ogni luogo è il centro e con questa scultura attiva un dinamismo centrifugo, come sistema inerziale che attrae verso il centro tutti i sistemi che si avvolgono tra loro formando una moltitudine di altri centri. L'inserimento di un oggetto di uso comune come la scala ridà all'opera un significato di una dimensione concreta, che predispone il fruitore al camminamento verso l'alto come superamento dell'oggetto/opera verso altre dimensioni.

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Biomimicry - Veronica Montanino

Intervento ambientale che ha per tema il camuffamento. Strategia della visibilità/invisibilità che nasce come fenomeno naturale (come sottolineato dal titolo}, assimilata poi dalle tecniche militari e finalizzata a confondere il soggetto/oggetto con l'ambiente circostante. Giocando con la storia e con la natura, con maquillage, rivestimenti e falsificazioni, l'installazione site specific si inserisce nel contesto creando un effetto di ambiguità rispetto al tempo e allo spazio del castello. Una costruzione che spinge chi guarda a confrontare la propria idea delle cose, ciò che conosce, con la percezione immediata delle stesse e la loro essenza .

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"TEMPO" (omaggio ai pastori) - Alberto Ruce

Dittico formato da due murales omaggio al vissuto del tempo nella produzione artigianale dei pastori, che ha bisogno di molto tempo per raggiungere quella qualità che li caratterizza, in contrapposizione al cibo industriale che ha una lavorazione molto più veloce, approssimativa e di bassa qualità.
Ricerca del "mio tempo", del tempo vero dell'esperienza vissuta nel qui e ora, contrapposto a quel tempo frenetico di un sistema che costringe alla frenesia e alla frammentazione di un io che si esaspera.
Allo stesso modo la poetica dell'artista vive nella tecnica, in cui la trasparenza dei suoi soggetti nelle opere serve proprio per dare il "giusto tempo", portando a chi ne fruisce un vissuto dell'esperienza estetica più naturale.
Una poetica che denuncia una società fondata da un sistema economico aggressivo, che mette costantemente l'individuo sotto pressione allontanandolo dal vissuto autentico della vita.

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