Le Chiese

CHIESA DI SAN BIAGIO (XVI sec.)

Feature-img

Di questa Chiesa si ignora la data di costruzione, tuttavia, dalle line architettoniche, la si può collocare intorno alla fine del XVI secolo.

L’edificio è ad unica navata e, nel corso dei secoli, è stato più volte ristrutturato.

L’ultimo intervento fu eseguito, nel 1934, ad opera del Cav. Ignazio Foti. In seguito a questi lavori, l’interno della Chiesa venne totalmente stravolto: si eliminarono gli altari laterali sostituendoli con della mensole in cemento e si eliminò l’antico pavimento in cotto siciliano. Attualmente nella Chiesa si possono ammirare:

– Altare maggiore in legno del XVIII secolo. Sull’altare statua lignea di S. Biagio del XVII secolo e sei candelieri in metallo (fig. 32).

– Nicchia contenente statua in cartapesta del 1930 raffigurante la Madonna del Carmelo, opera di Matteo Trovato da Barcellona.

– Nicchia contenente statua in legno del XVIII secolo raffigurante S. Pasquale Bylon.

– Nicchia contenente statue lignee del XVII secolo raffiguranti la Vergine Maria e l’Arcangelo Gabriele.

– Nicchia contenente statua in cartapesta del 1930 raffigurante S. Antonio da Padova, opera di Matteo Trovato da Barcellona.

In Sacrestia si può ammirare un lavabo in pietra tenera del XIX secolo.


CHIESA DI SANTA MARIA: CRIPTE (XIII SEC)

Feature-img

Dell'antico edificio sacro, risalente alla seconda metà del 1200, sono visibili solo le cripte, sepolture a nicchia visibili sotto il piano stradale e venute alla luce durante lavori di costruzione dell'attuale Municipio.


CHIESA SAN FRANCESCO D'ASSISI (1607)

Feature-img

La Chiesa matrice di S. Francesco d’Assisi, fu costruita nel XVII secolo. In uno dei registri dell’Archivio parrocchiale così si legge: «Lo giorno della natività di Nostro Signore di 25 Dicembre 1607 si disse la prima Messa nella maggiore eclesia di S. Francesco. Lo seguente giorno di Santo Stefano si ci portao lo Santissimo Sacramento et li giogali et fonti battesimale et si cantao la missa. La Chiesa è dotata di cripta inagibile, perchè è stata totalmente riempita con materiale di risulta. Ad essa si accedeva da una scala coperta da lapide in marmo (fig. 1), posta al centro del transetto. Detta lapide, tuttora esistente e collocata in altro posto, riproduce lo stemma gentilizio dei Baroni De Maria ed il seguente epitaffio:

Alexander et Philippe De Maria
coniux et mater moerentissima
quo vestros condi cineres
ne mors separet
quos amor coniunxit
et nunc vivos cordi meo tenet
conditorium feci
Anno MDCCCL

Il campanile, posizionato a destra della facciata della Chiesa, fu costruito in varie riprese (1700, 1713, 1804) ed è oggi alto m. 22, al suo interno si trovano sei campane: la campana maggiore, fusa in Basicò, fu costruita nel 1752 con un peso di Kg. 180; la seconda fusa nel 1764, la terza nel 1831, la quarta nel 1843. Le altre due campane sono di proprietà del Comune e furono acquistate nel 1876, unitamente all’orologio.

La Chiesa matrice, come ogni Chiesa di antica erezione, disponeva di un ingente patrimonio artistico. Scorrendo, infatti, i volumi di «Introito ed Esito» custoditi nell’archivio parrocchiale si evince che, quasi annualmente, i procuratori della parrocchia commissionavano pezzi di argenteria, statue, quadri e quant’altro serviva per abbellire la matrice o per celebrare le sacre funzioni. Allo zelo dei pastori si univa anche l’amore dei fedeli che, attraverso donazioni, contribuivano a rendere più solenne l’edificio. Sarebbe, tuttavia, superfluo, oltre che complicato, citare le tante opere delle quali, purtroppo, ormai non vi è più traccia. In questa sede, pertanto, ci limiteremo ad elencare ciò che è stato custodito e che, a tutt’oggi, costituisce il patrimonio storico-artistico della Parrocchia.

Entrando nella Chiesa e percorrendo la navata laterale destra si possono ammirare:

– Altare in marmo bianco, con stemma gentilizio della famiglia Molino scolpito sul paliotto, dell’anno 1903. Sull’altare statua lignea di S. Vincenzo Ferreri dell’anno 1779.

– Altare in marmo bianco, con stemma gentilizio attribuito alla famiglia Foti, fatto costruire nell’anno 1903 a spese della Baronessa Agata Salvo. Sull’altare Crocifisso del XVIII secolo e statua dell’Addolorata in cartapesta, opera di Matteo Trovato di Barcellona, dell’anno 1931.

– Altare in marmo bianco, con stemma gentilizio attribuito alla locale famiglia Foti, fatto costruire nell’anno 1903 a spese della Baronessa Laura Galluppi Foti. Sull’altare grande tela della Madonna del Rosario del XVII secolo, raffigurante la Vergine Maria nell’atto di donare la corona del rosario a S. Domenico ed a S. Caterina. A contorno quindici riquadri rappresentanti i misteri del rosario.

– Altare in marmo del XVIII secolo, con splendido paliotto raffigurante la Vergine Addolorata. Nella nicchia posta sopra l’altare, grandiosa opera in gesso del XIX secolo, si trova la statua della Madonna di Basicò, opera in cartapesta del XVIII secolo (la statua è copia dell’originale, andata distrutta, che si trovava nel Monastero delle Clarisse di Basicò).

– Nel transetto si trova una tela raffigurante le deposizione di Gesù dalla Croce, opera di autore ignoto, del XVIII secolo. Ai piedi del quadro si trova una statua in cartapesta del XIX secolo, raffigurante il Cristo morente.

– Nell’abside laterale si trova un altare in marmo di diversi colori rimaneggiato nell’anno 1902. Sull’altare statua lignea di S. Francesco d’Assisi, opera di autore ignoto dell’anno 1736.

– Nella navata laterale sinistra si possono ammirare le seguenti opere d’arte:

– Altare in marmo bianco, fatto costruire nell’anno 1903, dalla Signora Adelina Bongiovanni Furnari. Sull’altare tela di S. Lucia eseguita, nell’anno 1952, da Antonio Calajò di Palermo.

– Altare in marmo bianco, fatto costruire nell’anno 1902 dai Sacerdoti Giuseppe Paratore e Giovanni Palazzolo, con paliotto in marmo recante al centro un bassorilievo in marmo bianco raffigurante le anime del Purgatorio. Sull’altare tela delle Anime del Purgatorio del XVIII secolo, commissionata dal Procuratore del Principe Naselli di Aragona, per scampato pericolo dalle insidie dei banditi nel bosco di Caronia. Detto principe lasciò anche un legato di 14 onze per una S. Messa da celebrare ogni primo lunedì del mese.

– Altare in marmo bianco, dell’anno 1902. Sull’altare statua lignea di S. Giuseppe del XVIII secolo.

– Nel transetto si trova una tela di autore ignoto, raffigurante l’Assunzione di Maria, databile intorno al XVII secolo. In sacrestia sono custodite una tavola della fine del XVI secolo raffigurante la visita di Maria a S.Elisabetta, due graziose tele del XVIII secolo, raffiguranti una S. Anna e l’altra S. Gaetano da Tiene ed una statua in cartapesta del XIX secolo riproducente il Cristo Risorto.

Nelle teche del Museo Parrocchiale si possono ammirare parecchi pezzi di arte sacra.