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IMMACOLATA

Un angolo suggestivo dalla panoramicità unica, che ritempra lo spirito e ridefinisce gli orizzonti. Il santuario dell'Immacolata è la meta obbligata dei pellegrini dell'8 dicembre, nella giornata dedicata alla Vergine.

Lassù in cima a al colle uno scrigno custodisce la statua della Madonna. La chiesetta dell'Immacolata domina su Monforte San Giorgio, posto nel cuore e sulle prime pendici dei Peloritani. Il piccolo luogo religioso si trova tra gli ultimi ruderi del castello di Federico II, che sorgeva imponente sulla vallata.

E la venerazione per Marìa si rinnova tradizionalmente l'8 dicembre con i pellegrinaggi da tutto l'hinterland. I devoti sfidano il freddo per rinnovare l'atto di fede dinanzi alla statua marmorea di Marìa col Bambino attribuita alla scuola lauranesca e per gustare lo splendore paesaggistico possibile dalla cima del colle Marra. Lo sguardo si allunga da Dinnamare al Golfo di Milazzo, fino alle Eolie e pure a Tindari, quando la visibilità climatica lo permette. Ma è pure da lassù che rimbomba quotidianamente l'eco delle tradizioni. Lo scampanio in filodiffusione della "Campanata dell'Immacolata", infatti, risuona sul paese e per tutto il comprensorio sia la mattina alle 6 che la sera alle 21. La processione della Madonna per le vie del paese rappresenta uno sforzo notevole, in quanto la statua marmorea pesa quasi quattro quintali e il percorso per raggiungere la cima del colle è solo un infinito susseguirsi di gradini. Tanto che le feste celebrate sono finite negli annali. Si ricorda una grande celebrazione per l'Immacolata nel 1916, mentre gli anziani rievocano ancora la grande commozione che coinvolse tutti i fedeli monfortesi nell'immediato dopoguerra, quando venne collocata la grande croce sulla facciata della chiesetta in cima alla collina che di notte è visibile anche dai paesi vicini perchè sempre illuminata.

Indimenticabile la festa del 31 luglio del 1977. Venne realizzata una vara particolare per permettere una migliore presa ai portatori lungo le scalinate che conducono fino al centro. E anche una apposita passerella venne allestita per il passaggio della processione nella parte alta della zona Castello, allora quasi impraticabile.

Come è tanto caro il ricordo della pioggerellina che accompagnò la processione quando la statua marmorea della Madonna giunse nel centro abitato. "Quasi una benedizione divina" disse qualcuno.

E sull'onda di quei ricordi la gente si è mobilitata per una nuova grande festa l'anno scorso. Nell'agosto del 2002 il sogno di una nuova grande festa si è realizzato con l'impegno di tutta la comunità parrocchiale retta da Padre Pippo Donia. Tre domeniche intense, ma complessivamente due settimane di grande unità attorno alla chiesa, con momenti di preghiera e feste in piazza. Il 4 agosto 2002 la Madonna è stata portata in paese. La domenica successiva è stata celebrata la festa solenne con la processione per le vie del paese, ed il 18 agosto è stata riportata in cima al colle.

Adesso pare che i devoti non vogliano aspettare un altro quarto di secolo per un'altra festa, mentre si prepara la meglio la celebrazione al santuario. Insieme alla tradizionale "novena" (la messa viene celebrata da Padre Donia, tutte le mattine, per nove giorni al Santuario), è in atto anche la cura dei luoghi in attesa del giorno di festa.

La devozione del comitato spontaneo, inoltre, continua l'opera di miglioramento del santuario per una fruibilità sempre più gradevole. Un lavoro meticoloso e soprattutto volontario sta rendendo sicura la scalinata che conduce alla piazzetta del Santuario. Già per alcuni tratti una splendida staccionata in castagno lavorato è stata collocata, ma tutto il percorso sarà presto completato. E anche la spianata a fianco della chiesa adesso è stata valorizzata e resa accessibile a tutti. Il grande spazio verde attiguo al Santuario, che rappresentava un pericolo soprattutto per i bambini, è stato dotato della stessa staccionata in legno, che "apre" una tranquilla finestra cui appoggiarsi sui panorami circostanti.

Gli appuntamenti del gruppo si rinnovano soprattutto la domenica mattina, quando si prende cura anche delle edicole della Via Crucis poste lungo la salita. Ma il bello delle cose ognuno lo scopre da se. Bisogna giungere di persona in cima al Colle Marra. Ad un passo dal cielo, dove tutto sembra risorgere!